on Mar 19th, 2008ARTEiN: Arte e Vita si incontrano a São Paulo del Brasile

Può succedere nel 2008 che un ragazzo di strada brasiliano incontri un ragazzo italiano. Può succedere che senza una parola i due si capiscano e scoprano di condividere le stesse passioni ed aver percorso un sentiero identico seppur vivendo mondi lontani fra loro. Magia della globalizzazione? No, essenza della “Street Art”. Le loro esperienze sono colorate dalle stesse bombolette spray nella fretta di notti speciali sotto cieli opposti, sempre sotto la stessa luna, muri differenti ma nelle vene e nel cervello la stessa adrenalina che pompa e che esalta la passione e la trasforma in gesti d’arte unici, prepotenti e sicuri della propria identità.

Non solo due, ma venti “ragazzi”, Artisti a pieno titolo, si sono incontrati, brasiliani ed italiani per far dialogare le proprie culture pittoriche. La graffiante eleganza italiana e la dolcezza solare brasiliana si contaminano di codici estetici simili, sempre colpa della Street Art. Nomi nuovi per il sistema dell’arte contemporanea, ma celebri nei movimenti underground dei loro rispettivi paesi. Per i brasiliani: Boleta, Bugre, Cesar Profeta, Highraff, Dedé, Frederico Jorge, Celso Mazu, Smael, Tim Tchais, Yà e Zezão. Gli italiani presenti: Rae Martini, Pho, Kayone, Francesco Pogliaghi, Filippo Minelli, Wany, Verbo, Led, Leo, Cano.

Tutto questo succede in un gennaio tropicale nel contesto del prestigioso progetto espositivo voluto da Vittorio Sgarbi con il sostegno organizzativo di Torcular. Il Museo di Arte Contemporanea dell’Università di San Paolo del Brasile si trova al centro del magnifico Parco Ibirapuera, sede della Biennale, ed è stato scelto come palcoscenico per celebrare le produzioni pittoriche Street Art sulla scena d’avanguardia internazionale. Un progetto a due teste, nel quale i curatori, Vittorio Sgarbi per gli artisti italiani e Fábio Magalhães per i brasiliani, hanno saputo leggere, decodificare, organizzare e presentare degnamente questo fugace Movimento, salvaguardandone la purezza e rispettandone la vocazione di democraticità ed insubordinazione.

In occasione del vernissage, il 17 gennaio, non riusciamo ad abituarci all’inusuale affluenza di pubblico legata a questo tipo di eventi: grande pubblico, un jet-set istituzionale delle occasioni eccellenti, operatori del sistema arte, giovani in abbondanza. Anche l’interesse dei media appare spiazzante, dalle grandi televisioni, presente anche la RAI, ai quotidiani della metropoli. Gli Artisti, molti con gli occhi lucidi, si concedono alle curiosità dei giornalisti.

Accompagna l’esposizione un fitto tappeto di attività culturali collaterali. Da segnalare in particolare i workshop che hanno coinvolto i bimbi di alcune fortunate scuole elementari. Nelle grandi sale del Museo una relatrice illustra, bomboletta spray alla mano, come è breve il passo che porta dai graffiti all’arte, i bambini la seguono estasiati, mentre dietro di lei scorrono i quadri degli artisti esposti. I segni, le forme, i colori verranno ricordati da quei giovani spettatori come la prima esperienza d’Arte e, perché no, forse la riconosceranno per le strade della loro megalopoli.

Il filone pittorico della Street Art sembra godere di ottima salute, i suoi protagonisti sono carichi e validi ed i loro lavori hanno saputo distinguersi nel primo decisivo incontro internazionale. Di questa intensa esperienza culturale non resterà solo il ricco catalogo, ma nei ricordi di chi ha avuto la fortuna di viverla, tante storie che parlano di arte, ma che, mai come stavolta, parlano anche di vita.

Published on ARTEiN March 2008.

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